Dieter Kopp
Tradizione e libertà

10.05__30.07.2023

A cura di Giorgio Agamben

Comitato scientifico Giorgio Agamben, Jean Clair, Monica Ferrando, Luisa Laureati Briganti, Gabriella Pace, Bill Sherman
 

Mostra promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo

Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo

Dieter Kopp Tradizione e libertà10 maggio__30 luglio 2023
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Dieter Kopp, Ciotola, 2001 | Olio su cartoncino, cm 20 x 25. Collezione privata, Roma. Foto di Giorgio Benni
Curata da uno dei maggiori filosofi del nostro tempo, Giorgio Agamben, la mostra ripercorre gli oltre cinquanta anni di attività del pittore Dieter Kopp (Prien am Chiemsee, Baviera 1939 - Ardea 2022). Tedesco di nascita, Kopp si trasferì a Roma nel 1966, legandosi profondamente alla sua città d'elezione, al punto che Agamben, tra i pittori che ha conosciuto, lui solo considera veramente romano. La mostra allestita al primo piano del Palazzo delle Esposizioni presenta una selezione di opere – olii, in prevalenza, su tela o su tavola, ma anche disegni realizzati con tecniche diverse soprattutto pastelli – attraverso la quale ripercorrere tutti i principali soggetti che l'artista ha investito della sua pittura: i paesaggi di Paros (anni Settanta), le nature morte (Zurbarán 1 e 2, 1975-1976); Villa Balestra a Roma e altre vedute della città realizzate nell'arco di periodi diversi (da Roma del 1989 a Foro romano. Pomeriggio del 2008); gli interni (Riflessi, 1977, Cortile al mattino, 1980-1981), Notre-Dame (1983-1984); i nudi (dipinti di grandi dimensioni, disegni e acquarelli degli anni Settanta e Ottanta), le ciotole (anni Novanta e Duemila).

Per definire la pittura di Dieter Kopp, Jean Clair coniò il neologismo "adsenza", evocando uno stato di sospensione, a metà strada tra assenza e presenza. Una pittura che Giorgio Agamben, amico dell'artista sin dagli anni del suo arrivo a Roma, vide riposta in un gesto allo stesso tempo perentorio e sfumato.
 
La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Giorgio Agamben, con testi del curatore, di Jean Clair e di Dieter Kopp, edizioni Quodlibet, Macerata.