Mario Schifano nello studio in vicolo delle Grotte a Roma, 1966 © Patrizia Ruspoli

Mario Schifano

17.03__12.07.2026

A cura di Daniela Lancioni

 

Mostra promossa dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo

Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d'Italia

Main Partner Eni

Con il supporto della Fondazione Silvano Toti

Mario Schifano 17 marzo__12 luglio 2026
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Mario Schifano nello studio in vicolo delle Grotte a Roma, 1966 © Patrizia Ruspoli

Il progetto dedicato a Mario Schifano (Homs, Libia 1934 - Roma 1998), una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma.

“Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Il percorso espositivo si snoda nella rotonda e nelle sette grandi sale a piano nobile di Palazzo Esposizioni, dove, dopo la consueta introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articoleranno in ordine cronologico a partire dai lavori degli esordi sino a quelli degli anni Novanta. La mostra restituisce la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere interessate alla sperimentazione con i materiali fino ai monocromi, dalle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dai temi della storia dell’arte ai paesaggi TV e all’immagine in movimento, dai lavori frutto della commistione di fotografia e pittura ai quadri più recenti di esplicito impegno sociale.

È nota la predilezione di Mario Schifano a realizzare nello stesso lasso di tempo lavori affini, pertanto, sono accostate in mostra opere appartenenti alla medesima serie e le incisive novità di cui è costellato il suo lavoro sono documentate al loro primo apparire.

Lungo il percorso espositivo si assiste a una esuberante e continua rigenerazione della pittura attraverso l’impiego di tecniche, materiali e processi assai diversi tra loro, tra i quali una parte di rilievo ha il cinema. Al cinema di Schifano, per permettere ai visitatori e alle visitatrici della mostra un ingresso gratuito e reiterato, è dedicato un programma di proiezioni nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni durante tutta la durata della mostra.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa, nel quale, oltre al testo della curatrice, sono raccolti i contributi di storici e storiche dell’arte – molti appartenenti alle nuove generazioni – che di recente hanno dedicato all’artista studi innovativi: Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Giorgio Di Domenico, Flavio Fergonzi, Giorgia Gastaldon, Francesco Guzzetti, Chiara Perin.

La mostra è accompagnata, inoltre, da un ricco public program e da un articolato programma di proposte educative riservate a diverse tipologie di fruitori e fruitrici.

Per approfondire

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Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs in Libia...
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Il volume, curato da Daniela Lancioni, accompagna la più ampia retrospettiva recentemente dedicata all'artista.
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Incontri, documentari, concerti
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L’impegnativa antologica curata da Svenja Frank è stata la prima mostra dedicata all’artista da un museo in Germania.
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