La perdita di un figlio. Come si sopravvive ad un’esperienza così devastante. Come ci si trasforma? Cosa si diventa, che cosa resta della nostra personalità di “prima”? E che aspetto assume, agli occhi di una madre, il mondo esterno. La famiglia, gli amici, la gente, ma anche i luoghi, gli odori, i colori, le stagioni? C’è ancora spazio per altri dolori o rimpianti, per nuove gioie o speranze, per un futuro? Ricordi da reinterpretare, un presente da ricostruire, un futuro da reinventare; il libro ci parla della morte, ma anche della vita, di disperazione ma anche di speranza, della prostrazione ma anche della volontà di riemergere. In due monologhi di ineguale lunghezza – teatrale il primo, il secondo in forma di diario – l’autrice ci fa penetrare nel suo mondo interiore, svelandoci, in una prosa asciutta e coinvolgente, di una lacerante sincerità, i suoi primi due anni di lutto.
Maria Evelina Buffa, attrice dall’età di vent’anni col nome d’arte di Evelina Nazzari, scrittrice per caso e per necessità, ha pubblicato, oltre a Dopo la fine e sempre con le Edizioni Sabinae, il libro fotografico Amedeo Buffa in arte Nazzari, Fratelli d’arte (con Silvia Toso) e Memorie a brandelli. Con le edizioni IkonaLìber il volume Altrove, due atti unici (Torna fra nove mesi e Il viaggio di Carlotta). Ha inoltre partecipato, con un racconto, all’opera collettiva E lieve sia la terra (Textus), in ricordo delle vittime del terremoto de L’Aquila.
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Ingresso libero fino a esaurimento posti
Libreria Palazzo Esposizioni Roma
via Milano 15/17