FRANCIA. Novembre 2023. Modane. Interno della galleria del vento di ONERA, le cui strutture originarie furono avviate nel 1942 durante l’occupazione nazista e trasferite in Francia dopo la Seconda guerra mondiale; il sito è utilizzato per test aerodinamici su jet militari, velivoli civili, missili e lanciatori, compresi programmi nucleari militari francesi come il missile balistico M51 © Lorenzo Meloni

Revelation
Fotografie di Lorenzo Meloni

03.07__02.08.2026

Sala fontana, ingresso libero

 

Revelation è un progetto di Lorenzo Meloni realizzato da EMERGENCY con la curatela di Giulia Tornari, promosso da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotto e organizzato da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Ong EMERGENCY.

Una riflessione visiva sulle connessioni tra crisi climatica, sfruttamento delle risorse, innovazione tecnologica e conflitti che attraversano il mondo contemporaneo

Revelation Fotografie di Lorenzo Meloni3 luglio__2 agosto 2026
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FRANCIA. Novembre 2023. Modane. Interno della galleria del vento di ONERA, le cui strutture originarie furono avviate nel 1942 durante l’occupazione nazista e trasferite in Francia dopo la Seconda guerra mondiale; il sito è utilizzato per test aerodinamici su jet militari, velivoli civili, missili e lanciatori, compresi programmi nucleari militari francesi come il missile balistico M51 © Lorenzo Meloni

Per oltre un decennio Lorenzo Meloni, fotografo italiano e membro di Magnum Photos, ha documentato i conflitti contemporanei sviluppando un linguaggio visivo che supera i confini del giornalismo e restituisce immagini dense di stratificazioni politiche, sociali e simboliche.

Seguendo le tracce lasciate dalla guerra sui luoghi e sulle persone, il suo lavoro ha osservato la violenza non solo come evento, ma come processo storico e materiale capace di modellare paesaggi, architetture e comunità.

Nel corso della sua ricerca visiva, Meloni percorre migliaia di chilometri in Europa, esplorando poli industriali e tecnologici, centri di ricerca, reti energetiche, miniere dismesse e paesaggi segnati da profonde trasformazioni ambientali ed economiche. 

Derivato dal greco apokálypsis, che significa “svelamento”, il titolo del progetto richiama il gesto di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto. Più che descrivere singoli luoghi o fenomeni, Revelation invita a osservare le connessioni tra processi economici, sviluppo tecnologico e mutamenti ambientali, portando alla luce le tensioni e le contraddizioni che attraversano il nostro tempo e mettendo in discussione le idee di progresso e sviluppo che hanno plasmato il mondo contemporaneo.

Revelation documenta come il controllo delle risorse, dell’energia e delle tecnologie sia profondamente intrecciato alle forme contemporanee di dominio che alimentano guerre e instabilità. Allo stesso tempo, la mostra apre alla possibilità di immaginare alternative. È proprio in questo spazio che EMERGENCY riconosce una profonda affinità con il proprio lavoro quotidiano.

EMERGENCY nasce per fornire cure e assistenza alle vittime dirette e indirette delle guerre contemporanee, per il 90% civili. L’esperienza di cura dentro la guerra e i suoi effetti, da sempre, porta EMERGENCY ad affermare la necessità di costruire un mondo diverso, promuovere una cultura di pace fondata sulla cura, sull’uguaglianza dei diritti e sul ripudio della guerra come destino inevitabile. Revelation invita a guardare ciò che spesso resta invisibile, ma anche a esercitare un pensiero capace di immaginare futuri più giusti e sostenibili.

Il progetto rientra nell’ambito della campagna R1PUD1A di EMERGENCY. È al richiamo all’Articolo 11 della Costituzione italiana che si ispira la campagna R1PUD1A, volta a costruire una comunità aperta a tutti gli individui e le collettività che condividono il ripudio della guerra, il rispetto dei diritti umani e la non violenza, e vogliono metterli in pratica.
EMERGENCY, vuole trasformare il ripudio anche in pratica concreta con il lancio dell’appello “io obietto la guerra”, che ha raccolto oltre 80.000 adesioni in poche settimane sul sito ripudia.it. Firmare significa dichiarare pubblicamente il proprio rifiuto all'uso delle armi, la contrarietà a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare, l’indisponibilità ad aderire alla logica bellica, chiedendo il rispetto completo dell’Articolo 11 della Costituzione e di tutti i principi costituzionali.
Un impegno reale e concreto per costruire una comunità di pace.

www.ripudia.it